Storia dei dadi da gioco: origini, d6 e dadi poliedrici

Oggetti casuali dalle origini molto antiche

I dadi e altri oggetti per il sorteggio esistono da migliaia di anni. Esemplari antichi sono stati trovati in diversi siti archeologici, con forme e usi non sempre uguali a quelli dei dadi moderni.

La loro origine esatta non può essere attribuita con certezza a una sola regione. Diverse civiltà hanno usato oggetti simili per giochi, casualità e divinazione.

I giochi di dadi erano già diffusi nell’antichità, anche nel mondo romano, dove potevano essere regolamentati o vietati in base al periodo e al contesto.

Per lungo tempo associati al caso e alle scommesse, oggi i dadi compaiono in giochi da tavolo e giochi di dadi, esercizi di probabilità e giochi di ruolo con d4, d6, d8, d10, d12 o d20.

Per approfondire la storia dei dadi, consulta Wikipedia.

Dal d6 ai dadi poliedrici: i principali tipi di dado

Nelle diverse culture sono apparse molte forme: dadi cubici, dadi poliedrici, trottole numerate e altri oggetti casuali.

Il dado cubico a sei facce, o d6, resta il formato più noto. Le facce sono numerate da 1 a 6 ed è presente in moltissimi giochi da tavolo.

I giochi di ruolo hanno reso popolari altri solidi: d4, d8, d10, d12, d20 e talvolta d100. La sigla indica semplicemente il numero di facce e permette alle regole di usare intervalli diversi.

Tira dadi GDR da d4 a d100